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LEGGE DI BILANCIO 2023, L'UE APPROVA CON RISERVA SU POS, PENSIONI ED EVASIONE FISCALE



La Commissione UE ha reso noto il proprio parere sul Documento programmatico di bilancio (DPB) dell’Italia che, a grandi linee, rispetta le raccomandazioni dell'UE per il 2023. Tuttavia, si ravvisano alcune misure che appaiono non in linea con riferimento ad alcuni profili, come il contrasto all’evasione fiscale, i pagamenti digitali e le pensioni.


Come ha sottolineato il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis la bozza di bilancio dell'Italia rispetta le raccomandazioni dell'UE per il 2023 ma è importante che il nostro Paese, come gli altri Stati membri, provveda affinché le misure di sostegno energetico siano maggiormente mirate a sostenere le famiglie più vulnerabili e le imprese più esposte, preservino gli incentivi a ridurre la domanda energetica e queste misure di sostegno vengano revocate all'allentarsi delle pressioni sui prezzi dell'energia. È importante poi mantenere sotto controllo la spesa corrente e mantenere il ritmo delle riforme e degli investimenti.


Il DPB contiene però alcune misure non conformi a raccomandazioni passate che l'UE fece al nostro Paese. Nel 2019 infatti, il Consiglio ha raccomandato all'Italia di contrastare l'evasione fiscale, in particolare nella forma dell'omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti e di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica.


Fra le misure che non sono in linea con le citate raccomandazioni specifiche per Paese in particolare ci sono:


- innalzamento del massimale delle operazioni in contanti dagli attuali 2.000 euro a 5.000 euro nel 2023;


- provvedimento equivalente a un condono fiscale che consente la cancellazione dei debiti fiscali pregressi fino a 1.000 euro relativi al periodo 2000-2015;


- possibilità di rifiutare il pagamento elettronico di importi inferiori a 60 euro senza incorrere in sanzioni;


- rinnovo nel 2023 dei regimi di accesso anticipato alla pensione in scadenza a fine 2022, con inasprimento dei criteri di età

L'Italia si sta quindi muovendo per cambiare e ripresentare il DPB, in particolare i principali cambiamenti già adottati sono:

- la proroga al 31 dicembre 2022 del termine per la presentazione delle CILAS per conservare il superbonus al 110% anche nel 2023;

- l’eliminazione del limite minimo per l'utilizzo del POS;


- l’aumento da 20.000 a 25.000 euro del reddito per il taglio del 3% dei contributi sociali a carico dei lavoratori;


- l’aumento all’80% dell’indennità per il congedo parentale ai genitori in via alternativa;

- l’aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75 anni;

- l’ulteriore slittamento al 30 novembre 2023 del termine per il riversamento del bonus ricerca e sviluppo indebitamento fruito;


- la proroga dei crediti di imposta per gli investimenti al Sud, nelle aree cratere del sisma dell’Italia centrale, nelle ZES e nelle ZLS.

In questi giorni il governo si sta riunendo per ripresentare il nuovo testo all'UE, dopo aver ottenuto l'approvazione di Camera e Senato (la Camera lo ha approvato nella mattinata di lunedì 19 dicembre).

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